Istruzione: scuola digitale, lavori in corso
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Si torna a scuola e, come ogni anno, non mancano i problemi. Fra i tagli alle risorse, le cattedre non ancora assegnate, le classi affollate, ci si dimentica che la scuola è il luogo dove vengono formati i cittadini del domani. Il sistema di istruzione contribuisce in maniera determinante alla competitività di un Paese, al senso civico della popolazione, alle capacità di creare uno sviluppo durevole ed equilibrato. Ecco perché il dibattito sul futuro dell’istruzione è di fondamentale importanza. Secondo quanto affermato più volte dal Ministro Profumo, la scuola italiana deve avviare la rivoluzione al digitale. Già da quest’anno i registri e le pagelle saranno obbligatoriamente online e le famiglie riceveranno le comunicazioni in formato elettronico. Come sempre, però, restano due nodi fondamentali. Il primo riguarda proprio la carenza di risorse: sono ancora numerose le scuole dove le dotazioni tecnologiche sono insufficienti oppure obsolete. Il secondo, non meno importante, riguarda invece la formazione del corpo docente.
Molti insegnanti non hanno le capacità necessarie per guidare il passaggio al digitale: servono corsi di formazione al digitale, per imparare le potenzialità dei nuovi strumenti prima di poterli utilizzare appieno nella didattica.
Ebook e tablet non sono solo un supporto per accrescere l’interesse degli studenti, sviluppare metodi di apprendimento interattivo e combattere l’abbandono scolastico; sono anche la chiave di ingresso per accedere alle professioni del futuro.Il dibattito, dunque, non può limitarsi alle prime misure obbligatorie, che peraltro permetteranno un forte risparmio consentendo alle famiglie di essere costantemente aggiornate sull’andamento dei figli. La riflessione deve ampliarsi, partendo dal presupposto che la scuola digitale è un obiettivo strategico per il rilancio del Paese. Uno dei grandi problemi dell’istruzione in Italia è infatti quello di non aver saputo fornire strumenti per inserirsi in un mondo del lavoro in rapida evoluzione. Ora la palla passa alle istituzioni: le Regioni stanno approvando gli schemi di accordo operativo da sottoscrivere con il Ministro dell’Istruzione. L’incontro fra il Ministro Profumo e la Conferenza delle Regioni è previsto per il 18 settembre; fra i temi all’ordine del giorno, il progetto Scuola 2.0 e la riduzione del digital divide. Ma anche, più concretamente, il tema delle risorse da mettere in campo per una scuola capace di creare la classe dirigente del futuro e di contribuire al rilancio di un Paese in crisi. Una cosa è certa: l’evoluzione digitale della scuola è un processo che non può più essere rimandato. Ne va del futuro del Paese.




















