Cosa rimane di Pitti Immagine Uomo, 82a edizione

Pubblicato in - Left Handed di Federica Ceccanti, Copertina, Fashion&Luxury

Scritto da il 22 giugno 2012

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Beh, tante cose rimangono. Rimane l’immagine di gente molto bella che invade, con la sua eleganza, il centro della città. Rimane l’immagine di qualche noto personaggio del mondo della moda, addentare affamato una bella fetta di pane, con buona pace della magrezza a tutti i costi, le diete e della famigerata guerra ai carboidrati. L’abbiamo amato! Rimane una delle più poetiche tra tutte le “concept entrance” mai realizzate, con paglia dei covoni e spaventapasseri di grande charme. Rimane forse, e a livello di contenuti, una delle edizioni più interessanti: a dispetto o forse proprio a causa della crisi, la qualità si è alzata, sia dei capi proposti e delle collezioni, sia degli stand. Non rimane il web però, che è di nuovo un illustre sconosciuto nel mondo della moda: tutti sanno ormai che esiste, qualcuno tenta un primo approccio, ma nessuno si addentra in una vera conoscenza del mezzo. Eppure non dovrebbe far paura, anzi, dovrebbe rappresentare un’opportunità in più per tutte le aziende. Invece, nonostante qualche timido approccio, anche quest’anno il web è stato relegato per lo più al solito vecchio ruolo di sito-vetrina con in più l’aggiunta dei social network, che per molti fanno davvero lustro! Capirai! Siccome hanno il sito e sono su Facebook sono sistemati! Certo.

Invece…Nessuna traccia di progetti pensati e ragionati per coinvolgere un pubblico di utenti mossi da un interesse e da una passione veri, come in pochi altri settori, e che creerebbero coinvolgimento e rinnovamento, vere spinte vitali per questo settore. Sembra impossibile ma, a parte alcune rare eccezioni (Luisa Via Roma che ha ospitato come ogni anno i blogger, ad esempio), soprattutto tra le medie e medio/grandi aziende, per non parlare delle piccole, quasi nessuno ha veri progetti strutturati di web marketing e comunicazione online da inserire al proprio attivo. L’idea di un media che per la prima volta nella storia, parla “molti a molti” coinvolgendo in modo pari, azienda ed utenti, sembra non interessare nessuno. O addirittura spaventare.

Pochi anche gli eventi che hanno visto la partecipazione del web e di mezzi unconventional, quest’ultimi spesso un’ulteriore linfa vitale per chi scrive e si occupa di online strategies proprio perché offrono opportunità ed occasioni di confronto diretto e paritario tra le parti coinvolte. Insomma, il web e tutto quel brulicare di idee e proposte che gravitano intorno alla socialità condivisa di internet, non sembrano interessare e coinvolgere in modo deciso e accattivante il settore moda, uno dei più trainanti in Italia, anche in un momento di crisi come quello attuale. Eppure un motivo vero non c’è e le poche idee in circolazione non sembrano smentire l’apparente blocco che coinvolge le imprese del settore verso strategie di comunicazione e marketing che coinvolgano (davvero) il web e le opportunità che esso offre, sempre più articolate peraltro e quindi anche particolarmente efficaci in settori complessi come il lusso e la moda.

Quello che rimane di questa edizione di Pitti Uomo pertanto, è tanto glamour e charme ma in una noiosa veste old style. Ed una domanda, rimane: ma la moda e il design, per loro stessa natura, per i loro tempi veloci, velocissimi e i contenuti stessi che producono, non dovrebbero essere i primi a cavalcare ed approfittare dei media e di ogni loro brand new opportunity?

 

L'autore: Federica Ceccanti

Marketing strategico, comunicazione corporate e storytelling sono il mio lavoro e la mia passione da oltre 12 anni. Mi occupo di web marketing e communication strategy, del lancio di nuovi brand e prodotti, dell'analisi di target e scenari di mercato per i settori moda, lusso, retail e per chiunque creda fermamente in ciò che fa. Malata cronica di new media e pubblicità, divoratrice di cultura e informazione.