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Creatività ed estetica: dalla ‘Milan International Design Week 2012′ il segnale è veicolare ‘valore’


Creatività ed estetica: dalla ‘Milan International Design Week 2012′ il segnale è veicolare ‘valore’
aprile 27
20:06 2012

L’attenzione al fattore estetico, che così tanto ha influenzato gli anni ’80 (e anche i due decenni seguenti), unitamente alla creatività, ha senso solo se portatrice di valori e di etica.
Tante le considerazioni che si traggono dall’inchiesta sulla nuova comunicazione veicolata in occasione del Salone del Mobile di Milano e della ‘Milan International Design Week': dall’estetica di ‘addobbo’, fino ad arrivare al ‘deep design’ (estetica collegata alla natura profonda dell‘oggetto che comunica), dall’ethic design passando attraverso il concetto di una creatività che con l’estetica crea nuovi scenari, sino ad una ‘estetica complessiva’ che impagina non solo prodotti, servizi o eventi, ma addirittura una città.
Vince il collettivismo del modello asiatico o il grande singolo creativo occidentale? Molte le testimonianze sull’argomento.

Giovanna Guarriello, docente di Turismo e Comunità locale all’Università degli Studi Milano Bicocca, afferma che “creatività ed estetica sono due concetti legati da un doppio filo. Il primo è il filo della soggettività: tanto la creatività quanto l’estetica sono soggette ad una interpretazione che ha a che fare con le emozioni di una persona e, in quanto tali, personali. Da lì in poi diventano emozioni di un gruppo e di una intera società. Il secondo filo, non parallelo ma che si interseca e si confonde, è relativo alla libertà. Sia la creatività che l’estetica sono sinonimi di libertà, creativa e di manifestare una forma ed una curva per comunicare ed esprimere. Il tutto viene avvolto da uno guizzo di sguardo sognante… Ed è lì che diventa estasi!”.

Massimo Giordani, Amministratore Time & Mind, Direttore dipartimento Marketing Turistico e Territoriale AISM, Vicepresidente POPAI e membro del CdA Torino Wireless: “se l’estetica è quel settore della filosofia che si occupa della conoscenza del bello naturale e artistico, la creatività può essere vista come l’espressione della capacità umana di inventare ogni giorno qualcosa di nuovo, di diverso. Il rapporto tra le due non è semplice e occorre capire da che punto di vista lo si vuole analizzare. Se parliamo di creatività relativa a oggetti industriali, abbiamo tutti i vincoli che un processo produttivo meccanizzato impone. E’ pur vero, come ci ha ampiamente dimostrato Steve Jobs, che la tecnologia può essere decisamente “forzata” a soddisfare le esigenze dell‘estetica ma rimane il fatto che è molto difficile sacrificare sull’altare della creatività l’ottimizzazione dei costi. Diverso è il caso della creatività legata all’esperienza artistica. In questo caso la soggettività del senso estetico può portare la creatività oltre le frontiere del quotidiano, rompendo schemi precostituiti e aprendo nuovi orizzonti”.

Giuseppe Mascitelli, fondatore di Filmare GroUP, intervistato durante il Fuori Salone all’Underground Gessi Experience di cui ha prrogettato e curato l’installazione, sostiene: “la creatività assomiglia ad un bambino dispettoso che non si cura delle regole, come Amore nel ‘Simposio’ di Platone, che nasce dalla mancanza e dell’ arte di arrangiarsi. La creatività, soprattutto nel suo incipit, non ama dunque né l’estetica né il suo contrario. In un rapporto totalmente narcisista ama solo se stessa e il suo onnipotente spirito di genesi. Per questo la creatività che non matura, che non si cura degli scopi e dell’uomo, che non cresce, diventa sgradevole, inutile ed effimera. La creatività che invece trova il suo equilibrio, che invecchia bene, non importa se in un giorno o in cento anni, diventa canone ed estetica, il DNA del nostro vivere”.

Lorenzo Guerra fondatore di Amigdalab, dichiara: “ho la sensazione che le grandi ‘trovate’ (the big ideas) non siano praticamente più possibili nel mondo delle professionalità creative. E’ nella commistione tra saperi e nell’organizzazione tra famiglie tecnologiche che c’è ancora spazio per la sorpresa e la ricerca estetica. L’uso differenziato di diverse trovate tecnologiche sfornano ancora nuove idee e nuove forme estetiche. La creatività non è più legata alla creazione di un singolo oggetto quanto piuttosto all’uso creativo e intelligente di diverse modalità linguistico/tecnologiche. Ciò che ho visto in particolare al Salone del Mobile mi conforta non solo per la produzione di oggetti di design, che sarebbe l’essenza del Fuori Salone, quanto piuttosto per l’estetica complessiva, per come questi eventi possono influenzare l’aspetto e la percezione dell’uomo nuovo all’interno degli spazi in cui vive. La città è diversa quando è occupata dalla creatività, dall’esposizione e dall’estetica degli individui in movimento dentro di essa”.

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