Combook: se la politica supera l’esame dei social network

Pubblicato in - Penne Digitali di Roberto Zarriello, Copertina

Scritto da il 12 marzo 2012

featured

Niente più è come prima da quando internet è il protagonista delle vite di ciascuno, presente ad ogni singolo passo grazie ad una tecnologia sempre più avanzata che è riuscita a comprimere in sottili tablet o telefoni sempre più piccoli tutti i settori della vita.

Dalle comunicazioni di servizio alle grandi rivoluzioni, tutto passa per la “rete sociale”, la cui caratteristica principale è, oltre alla rapidità, l’interazione tra utenti diversi, dando la possibilità di eliminare i tradizionali rapporti gerarchici tra le persone, a vantaggio di una orizzontalità delle esperienze. Anche il mondo della politica e del giornalismo sono cambiati, costringendo gli esperti di questo settore ad adeguarsi alle nuove tecnologie e ai nuovi orizzonti aperti dalla condivisione di linguaggi e contenuti. Proprio di questo si occupa il volume “Combook- Twitter, Facebook, Youtube, Linkedin…

Come comunicare con i social network”, di Andrea Benvenuti e Salvo Guglielmino, pubblicato dal Centro di Documentazione Giornalistica e presentato ieri mattina a Palazzo Giustiniani all’interno di una conferenza alla presenza di Antonio Palmieri, responsabile nuove tecnologie del Popolo delle Libertà, di Enrico Letta, vice segretario del Partito Democratico, di Raffaele Bonanni, segretario nazionale della Cisl, di Mario Sechi, direttore del quotidiano “Il Tempo”, e di Sergio Rizzo, giornalista del “Corriere della Sera”, che ha curato anche la prefazione del volume.

Tutti i partecipanti hanno sottolineato l’importanza della comunicazione telematica nel rapporto tra politici e cittadini, uno strumento per raccogliere consensi e ascoltare il malcontento, oltre che mezzo di organizzazione delle campagne elettorali. “Internet non sostituisce i media tradizionali – sostiene l’onorevole Palmieri, artefice del primo sito web di Forza Italia nel 1995 e di quelli più recenti www.pdl.it e www.ForzaSilvio.it- ma è uno strumento molto più economico in termini di denaro.

Da non sottovalutare invece il costo in termini di tempo”. La politica italiana potrebbe utilizzare, però, di più e meglio le risorse che vengono dal web: a sottolinearlo è Sergio Rizzo, secondo il quale “bisogna partire dai fondamentali. Il sito del Senato è ben fatto ma non riporta le dichiarazioni patrimoniali di tutti gli onorevoli, cosa che invece in Gran Bretagna e negli Stati Uniti è normale. Questo anche perché la politica nel nostro paese è vecchia”.

Enrico Letta, invece, paragona l’avvento del web 2.0, basato sulla logica della condivisione dei contenuti, al passaggio tra cinema muto e cinema parlato: “E’ una opportunità per chi ha qualcosa da dire di poterla dire e di incontrare persone, sapendo che la discussione condivisa modifica la nostra percezione degli eventi”. Avere a che fare con questo nuovo mondo è utile, ma attenzione a non dimenticare il piacere di vivere la propria quotidianità, al di là della virtualità: “Questo è un mondo magmatico- come ha affermato Sechi- dove tutto parte dall’esperienza reale.

Il livello di partecipazione dei partiti è molto basso, ma non bisogna esaltare molto la tecnologia, che può essere ingannevole. State sui social network, condividete, ma non dimenticate il piacere che si prova alzando al cornetta del telefono per scambiare due chiacchiere con il vostro migliore amico”.

L'autore: Roberto Zarriello

Roberto Zarriello è laureato a Bari in Scienze politiche con una tesi sui linguaggi della Comunicazione politica. Giornalista digitale, esperto di crossmedialità, ama tutto il 2.0 che c’è. E’ Vicepresidente dell’associazione milanese GSA (Giornalisti Specializzati Associati), direttore editoriale dei portali Gosalute.it e Gotecno.it e vanta numerose collaborazioni giornalistiche. Da giugno 2011 è Web Director di Look-out.tv e cura il blog “Detti e contraddetti” su Linkiesta. Docente a contratto all’Università di Foggia (insegna Scrittura e giornalismo per il web nel Master in Nuovi media), collabora con le Cattedre di Organizzazione e Comunicazione degli Uffici Stampa-URP e Pianificazione Media e Comunicazione dello sport, della facoltà di Scienze della Comunicazione – Università La Sapienza di Roma. Dal 2011 è Presidente della "Commissione su Scuola digitale e Didattica 2.0" dell’USR Molise e tiene corsi per docenti e alunni su web journalism, web writing e cultura digitale in diverse scuole italiane. Ha tenuto e tiene seminari e corsi su uffici stampa e comunicazione multimediale a studenti, manager e liberi professionisti in decine di università ed enti di formazione tra cui l’università di Ferrara, l’Eurac di Bolzano, l’università di Napoli, il Conservatorio di Campobasso, l’università del Molise, Cinecittà Campus, Accademia di Arte drammatica “Silvio D’Amico”, IAL Friuli Venezia Giulia. E’ stato anche direttore didattico del Master in Giornalismo e Comunicazione multimediale organizzato da AGE in collaborazione con IAL Web e Ordine dei Giornalisti. Collabora con Repubblica ed Espresso dal 2003 (ha diretto sin dalla nascita il progetto Città 2.0 di Repubblica Bari con cui ha collaborato fino al 2011); ha scritto di cultura digitale per Affari Italiani (con cui tutt’ora collabora) curando la rubrica Web 2.0 e ha pubblicato “Penne Digitali 2.0 – Fare informazione online nell’era dei blog e del giornalismo diffuso” edito dal CDG. E’ intervenuto come esperto in vari programmi televisivi su canali Sky, Rai e in diversi network nazionali. Nel 2005 è stato premiato anche come miglior giornalista sportivo under 30 da USSI e Assostampa. Opera anche come consulente ed esperto di social media nei settori, arte, turismo, cinema, cultura, salute sia nel pubblico che nel privato.