Secure Network presenta BlackBox

Secure Network presenta BlackBox

Articolo scritto da: Roberto Bonin

Secure Network, azienda specializzata in consulenza, formazione e tecnologie innovative per la sicurezza informatica, ha ideato BlackBox per consentire ai professionisti, alle aziende e alle Pubbliche Amministrazioni di adeguarsi, senza sforzi organizzativi ed a costi minimi, al provvedimento del Garante della Privacy sul controllo dell’operato degli amministratori dei sistemi informatici e delle banche dati.

Lo scopo del provvedimento – che è entrato in vigore lo scorso 15 dicembre 2009 e che riguarda tutte quelle realtà, pubbliche e private, che trattano dati personali con strumenti elettronici all’interno di una struttura informativa in cui opera almeno un amministratore di sistema – è tutelare i dati da violazioni da parte di queste particolari figure tecniche che fino ad oggi, potenzialmente, potrebbero violare la privacy impunemente senza nessun possibile controllo.

Con BlackBox, l’azienda Secure Network ha cercato di risolvere, in modo veloce ed economico, i problemi organizzativi che questo provvedimento può generare nella maggior parte delle imprese e delle pubbliche amministrazioni non ancora attrezzate, evitando così le sanzioni previste dalla legge. Due sono le caratteristiche principali di questo prodotto: si integra con tutti i sistemi operativi e data base (da Windows, Unix/Linux, AS400 alle piattaforme proprietarie) e diventa immediatamente “operativo”. L’apparato BlackBox viene semplicemente inserito all’interno della propria rete (modalità Appliance stand alone) oppure è possibile usufruire del servizio anche on line (modalità Application Service Provider) delegando, in questo caso, la gestione dei propri log a Secure Network.

Uno dei problemi principali legati al provvedimento riguarda il fatto che il controllo non può essere realizzato dalla stessa persona che dovrebbe essere controllata, cioè dall’esperto che normalmente gestisce i sistemi informativi aziendali. “Questo implica che le aziende sono costrette a reperire il servizio dall’esterno e, in un periodo di crisi come l’attuale, questo “acquisto” è percepito solo come un costo che grava sul bilancio senza apportare valore aggiunto all’attività imprenditoriale”, spiega Alvise Biffi, CEO e socio fondatore di Secure Network. “Le aziende, invece, dovrebbero considerare questo provvedimento sugli amministratori di sistema un’ottima occasione per iniziare a ragionare sul livello di sicurezza informatica della propria organizzazione e su come tutto questo può incidere nella tutela del proprio know how e delle informazioni strategiche. Le aggressioni informatiche interne, insieme alla criminalità organizzata on line, sono una minaccia reale per le nostre aziende che deve essere contrastata, non solo attraverso soluzioni tecnologiche, ma soprattutto con una maggiore innovazione nella loro struttura economico-organizzativa”, sottolinea Alvise Biffi.

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Articolo scritto da: Roberto Bonin

Roberto Bonin, giornalista, blogger e consulente in comunicazione, vive e lavora a Milano. Studi universitari in Medicina e Chirurgia e Ingegneria Biomedica e specializzazioni post-universitarie in Comunicazione Giornalistica ed Economia e Tecnica della Comunicazione. Ha iniziato la carriera professionale in radio per poi approdare alla carta stampata, al web e alla televisione: ha collaborato, e collabora tuttora, con numerose testate generaliste e specializzate nei settori ICT e scientifico. Gestisce il sito web Piccoli Giornalisti, rivolto ad aspiranti giornalisti e giovani comunicatori. Ha fatto parte del Consiglio Direttivo di numerose Associazioni di categoria dei settori giornalismo e comunicazione, curandone l’ufficio stampa, e attualmente ricopre la carica di Presidente nazionale dell’Associazione GSA – Giornalisti Specializzati Associati. Recentemente ha pubblicato un nuovo blog, dal titolo Tecnomedicina, basato sulle tecnologie e le piattaforme web-based per la medicina e sanità.